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Ritornati dalle ferie si riparte con il solito tran tran. Nessuna sorpresa quindi se, con l’ennesimo capitolo della telenovela Alitalia ormai alle porte, si debbano leggere le “solite” analisi. Oggi interviene addirittura Eugenio Scalfari, notoriamente un esperto di trasporti aerei, che su Repubblica commenta gli ultimi sviluppi paragonandoli ad un gioco dell’oca. Non voglio commentare il paragone ludico, in parte fondato, ma le premesse del ragionamento del fondatore del secondo giornale italiano sono appunto “le solite”.
Scrive infatti Scalfari:
”Cinque mesi fa l'ipotesi accettata dal capo di Air France, Jean-Cyril Spinetta, ma furiosamente osteggiata da Berlusconi, da Fini e dai sindacati, prevedeva duemila esuberi, altri quattromila dipendenti sarebbero stati parcheggiati in una società di proprietà dello Stato con la prospettiva che almeno metà di loro sarebbe stata riassorbita entro cinque anni. La società si sarebbe fusa nel gruppo Air France-Klm conservando il suo marchio, gran parte del personale e gran parte delle rotte e acquisendone altre per destinazioni internazionali. La flotta sarebbe stata rinnovata gradualmente poiché la consistenza della flotta Air France-Klm insieme agli aerei Alitalia era in grado di far fronte ai previsti incrementi di passeggeri e di merci nei prossimi anni.”
Primo punto, già affrontato da queste parti, il piano Air France prevedeva davvero solo duemila esuberi?
Risposta: NO. Facciamo due conti, semplificandoli il più possibile. 2150 erano in effetti gli esuberi di Alitalia Fly, ovvero quelli relativi alle attività di volo. A questi vanno aggiunti circa 1000 lavoratori a tempo determinato (alcuni con 8 anni di anzianità) dei quali non era fatta alcuna menzione nel piano. Siamo già a 3150.
I 4.000 “parcheggiati”, poi, sarebbero stati lavoratori di Alitalia Servizi e su questo Scalfari deve avere informazioni riservatissime visto che del fatto che la metà sarebbe stata riassorbita entro cinque anni, non v’è traccia sui documenti ufficiali.
La cosa non stupisce, sul destino di questi lavoratori è stata fatta nei mesi scorsi una sistematica opera di disinformazione. Le carte dicono invece che dei 7.500 circa dipendenti di Az Servizi, solo 4.200 interessavano ai francesi. Che, però stimavano tra questi 500 esuberi, e quindi il conto diventa 3.650.
Dei restanti 3.300 il piano AF taceva. Si diceva che di essi si sarebbe occupata Fintecna che però è una finanziaria dello Stato senza attività operative. Di fatto un parcheggio, questo sì, di esuberi a carico dello Stato. Aggiorniamo il conto? Siamo a 6.950… Ovvero né più né meno le cifre in ballo adesso.
E’ vero poi che la flotta sarebbe stata rinnovata gradualmente? Anche qui Scalfari giunge a conclusioni poco supportate dai fatti. La proposta Air France metteva a terra subito 40 aerei con la promessa di acquisirne uno all’anno, ma dal 2011, e con le risorse di Alitalia. Ossia se il piano di taglio dipendenti e rotte non avesse ottenuto sufficiente successo ci si scordava pure il nuovo aereo.
